SVERSAMENTO, BUONE NOTIZIE?

Stamattina, lunedì 30-12-24, ore 09:30, la situazione è migliorata, c’è ancora un piccolo rivolo che entra in Muzza dal colatoio, ma sembra acqua pulita. Evidentemente c’è stato un intervento del CAP ieri pomeriggio. Bene. Resta però il disastro della riva sinistra della Muzza, coperta per un tratto dal residuo dei liquami che per più giorni sono stati riversati in Muzza; in alcuni tratti è addirittura ricoperta per intero da carta igienica. Per non parlare poi dei danni alla biosfera acquatica.
Sarà necessaria un’operazione di bonifica, credo. Chi pagherà? Perché l’intervento di manutenzione, fatto di domenica nel tardo pomeriggio, non è stato fatto venerdì, quando il Comandante dei vigili di Paullo dottor Walter Cioni ha constatato lo sversamento? E’ stato fatto un verbale di questo sopralluogo? Si evidenziava o no un reato ambientale? E se sì, è stata fatta la segnalazione ad ARPA? Di chi è la responsabilità di tutto questo?
Sono domande che dobbiamo porci e che si dovrebbero porre anche i cronisti dei giornali locali che stanno seguendo questa triste vicenda paullese. Riportare i fatti avvenuti e le dichiarazioni di eventuali testimoni è certo necessario, ma non è sufficiente. Bisogna approfondire con le domande opportune, lasciando perdere i dettagli irrilevanti, in modo che le autorità preposte al controllo si sentano in obbligo di rispondere.
Su quest’ultimo punto, cioè il ruolo fondamentale della stampa nel mondo occidentale, mi espongo con qualche riflessione. Nel Medioevo l’informazione era orale, passava di piazza in piazza ed era polarizzante, o bianco o nero. In seguito, con la carta stampata, si iniziò a dare una gerarchia alle informazioni, evidenziandone le sfumature a seguito di un’analisi argomentativa. Un processo utilissimo. Un giornale moderno non è un elenco di notizie tutte di uguale importanza, non è un bollettino. In due secoli di sviluppo la libera stampa non ha fatto altro che specializzare, gerarchizzare, dividere le notizie serie da quelle meno serie.
Tutto questo è stato ora travolto da Internet, che vuole sottrarre l’informazione al potere dei giornalisti, che scelgono, selezionano, confezionano, creano un ordine. Sembra paradossale, ma con Facebook e gli altri social siamo tornati al Medioevo.