ALBERI E CICLABILE

ALBERI E CICLABILE

Sul Cittadino di ieri 11 gennaio, a pagina 30, si parla del taglio di una trentina di alberature a Tribiano, per fare spazio alla ciclabile. Alle proteste di popolazione e consiglieri di opposizione la Giunta risponde che l’intervento era necessario, che a decidere sono organismi sovracomunali e che, comunque, verranno fatte delle piantumazioni compensative. E’ la solita storia, la popolazione percepisce il taglio dei grandi alberi come una inaspettata, non prevista alterazione del territorio che è abituata a vedere e che vorrebbe fosse conservato così com’è. Non si tratta solo di un problema di salvaguardia ambientale, che peraltro è il principale scopo della stessa ciclabile, ma del fatto di vedere luoghi familiari radicalmente cambiati, senza più la presenza viva dei grandi alberi, del loro profilo noto, rassicurante e bello.

Anche a Paullo succede la stessa cosa. Oltre al taglio dei pioppi lungo il tratto di vecchia Paullese fino alle Quattro Strade (territorio di Mediglia), sono stati già abbattuti nel territorio comunale cinque tigli e un sambuco. Un’amica mi ha segnalato di aver visto dei picchetti rossi nei pressi della Lidl, a Paullo, e teme che vengano abbattuti altri tigli nei pressi, ma non sarà così. Per chiarire si vedano le mappe allegate di tutte le alberature di cui il biciplan prevede l’abbattimento a Paullo: oltre ad altri tre tigli sul curvone di via Mazzarello, si abbatteranno ancora otto robinie e un ailanto all’interno del DD1, sul lato esterno di San Pedrino.

Uno dei motivi, forse il più rilevante, per cui le ciclabili sollevano tutte le proteste viste in questi ultimi mesi (si pensi alle manifestazioni di Peschiera Berromeo) credo sia dovuto alla mancanza di informazione. La popolazione non è stata informata adeguatamente di ciò che un progetto come quello della ciclabile Paullo-Milano avrebbe comportato. Le amministrazioni hanno dato la loro approvazione, a volte all’unanimità come a Paullo, senza però coinvolgere i cittadini, che magari avrebbero avuto qualcosa da dire.

Personalmente avrei tante obiezioni alla Linea 7 del biciplan, la Paullo-Milano, ma mi limito a sottolineare uno dei suoi, a mio parere, eccessi, e cioè il cavalcavia in costruzione sulla Cerca (vedi video), un’opera sicuramente molto costosa, esteticamente sgradevole, oltre che faticosa per i ciclisti. Mi chiedo se non sarebbe stato meglio realizzare un sottopasso.

Ma naturalmente ci sarebbero molte altre domande, dal tracciato irrispettoso delle alberature esistenti alla larghezza della ciclabile (4 metri?), alla sua effettiva utilità per chi deve recarsi a Milano per lavoro, e infine, alla sua inclusività verso tutti i cittadini, compresi quelli che si muovono su sedia a rotelle.

Roberto Bellavita