Giornata Mondiale delle Zone Umide

Giornata Mondiale delle Zone Umide

La Convenzione di Ramsar definisce zone umide “le paludi e gli acquitrini, le torbiere oppure i bacini, naturali o artificiali, permanenti o temporanei, con acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra, o salata, ivi comprese le distese di acqua marina la cui profondità, durante la bassa marea, non supera i sei metri”. La Convenzione è l’unico trattato internazionale sull’ambiente che si occupa di questi particolari ecosistemi che, oltre ad accogliere e conservare una ricca diversità biologica di piante, uccelli, mammiferi, rettili, anfibi, pesci e invertebrati, garantiscono ingenti risorse di acqua e cibo e svolgono una funzione fondamentale di mitigazione dai cambiamenti climatici. 

Tra qualche giorno, precisamente il 2 febbraio, sarà la giornata mondiale delle zone umide. Nel territorio che circonda Paullo, lungo il corso della Muzza, ne esistono diverse. Sono residui delle antiche paludi che caratterizzavano la zona nell’antichità e che le operazioni di bonifica operate nel corso dei secoli hanno lasciato nel loro stato originario. Molte sono caratterizzate da risorgive a sfioro, cioè terreni in cui l’acqua sorgiva affiora spontaneamente dal terreno, senza che sia stato necessario un intervento umano con perforazioni mediante tubi o altro, come nei veri e propri fontanili.

Da qualche tempo un gruppo di paullesi che fa capo al WWF Milano Sud Martesana ha in progetto un censimento di queste aree, così come è stato fatto per quelle del parco Adda Sud, peraltro ben più numerose, dal gruppo del prof. Riccardo Groppali. In foto riportiamo come esempio un video della bellissima lanca nei pressi del ponte delle Primiserie, o, ancora, alcuni scatti di quella molto più vasta nei pressi di Villambrera, lungo il tracciato della Muzza Vecchia.

In allegato riportiamo anche la scheda che dovrebbe essere compilata durante il lavoro di osservazione e censimento dell’area umida. Resta inteso che sono previsti nell’ambito del progetto degli interventi di formazione da parte degli esperti WWF che gestiscono con grande successo le oasi lungo il Lambro. Gli amici di San Donato e di Melegnano ci aiuteranno.

Se qualcuno è interessato a partecipare a questa impresa, forse un po’ troppo ambiziosa, può mandare una mail a roberto@paullonotizioe.it


Roberto Bellavita