UNA CICLABILE ALL’OMBRA

Il Cittadino di mercoledì 29 riportava di un incontro tra Marco Griguolo, consigliere di Città Metropolitana delegato alla mobilità, e gli assessori dei comuni interessati dalla Linea 7 del biciplan Cambio, la ciclabile che collegherà Paullo con Milano. Nell’articolo non si approfondivano i contenuti di questo incontro, mentre sarebbe opportuno che se ne sapesse qualcosa di più. Anche perché, purtroppo, sul progetto della ciclabile la popolazione è stata poco informata. L’idea di andare a Milano in bicicletta e in sicurezza è indubbiamente un messaggio molto forte, che sembrerebbe senz’altro positivo da un punto di vista ecologico, ma noi riteniamo che sia però importante analizzarne meglio l’impatto ambientale.
Anzitutto sono stati già tagliati molti grandi alberi che erano d’intralcio al tracciato della nuova ciclovia, per la quale ci stupisce che non si potessero trovare percorsi alternativi, meno invasivi, e, d’altra parte, sappiamo che si programma di tagliarne altri. Questi fatti hanno portato nei mesi scorsi a numerose proteste da parte dei cittadini, in particolare a Peschiera Borromeo. I progettisti ci dicono che ogni albero abbattuto sarà sostituito da altri due, o forse altri quattro, ma in realtà qua non si tratta di fare della semplice contabilità arborea, bensì di costruire una ciclabile protetta e ombreggiata da alberi, alberi che nel giro di pochi anni non solo aumentino i benefici ecosistemici, ma siano anche in grado in breve tempo di fare ombra a tutto il percorso da Paullo a Milano.
I nuovi alberi dovranno essere già abbastanza adulti, con un tronco superiore ai dieci centimetri di diametro, a rapida crescita e posizionati in modo da massimizzare l’ombra prodotta, quindi sul lato sud della ciclabile, visto che la ciclabile ha un orientamento est-ovest. Per portare a termine una tale piantumazione dovranno essere espropriate altre fascie di terreno su una distanza di circa 17 chilometri e, naturalmente, stanziati anche i fondi indispensabili per la messa a dimora di migliaia di piante, forse 4500 o più, nell’ipotesi di una distanza minima di quattro metri tra una pianta e l’altra. La nuova ciclabile porterà a un notevole consumo di suolo, come tutte le strade, ma tale perdita sarà compensata dalla massiccia piantumazione di nuove essenze.
Un’ultima cosa. L’aumento delle temperature medie del pianeta è un fatto oramai evidente. Non possiamo tornare indietro, non in tempi brevi, però possiamo cercare di adattarci, di mitigare l’impatto che il cambiamento avrà sulle nostre vite. In estate, e non solo in estate, con gli asfalti che in pieno giorno raggiungeranno i 60° impedendoci di uscire di casa, quando le nostre automobili posteggiate al sole diventeranno delle scatole infuocate inutilizzabili, sarebbe una gran cosa avere dei percorsi ombreggiati per muoverci in città e, perché no, anche per muoverci da una città all’altra in bicicletta.









