Irresistibili e profondi

Irresistibili e profondi

Due colossi nostrani della storia medioevale e della storia dell’economia, Vito Fumagalli e Carlo M. Cipolla, sono i ricercatori del passato di cui vengono presentati in questa rubrica due studi appassionanti. 

Iniziamo con Vito Fumagalli e il suo splendido “Quando il cielo s’oscura. Modi di vita nel Medioevo. Il Mulino, 1987.

In questo breve ma pregnante saggio sulla storia della mentalità e del comportamento dei diversi ceti sociali nel Medioevo viene raffigurato un quadro fitto di particolari della difficile esistenza delle genti che lo hanno vissuto e subìto.

Lo studio di Fumagalli si dipana fra Alto Medioevo (che va dalla caduta dell’Impero romano d’Occidente del 476, all’anno 1000) e il Basso Medioevo (compreso tra l’anno 1000 e la scoperta dell’America nel 1492).

È soprattutto il rapporto con la natura che scandisce la precaria esistenza di ogni individuo, una natura avvolgente, selvaggia, poco modificata dall’opera delle popolazioni, padrona sia nel bene che nel male, oscura e indecifrabile. E dalla natura gli uomini di chiesa ravvisavano i segni del castigo divino. Valgano per tutte le parole angosciate del dotto monaco Alcuino riportate dall’autore nell’introduzione, sotto il titolo “Il senso della fine”: «La bellezza del mondo se ne va, tutto cambia presto, ogni cosa seguendo una sua legge. Nulla è eterno, nulla è immutabile. Così la notte oscura con le tenebre il chiarore vitale del giorno, l’inverno arriva rapido a gelare la bellezza dei fiori, il vento sconvolge il mare placido. I giovani che inseguivano nelle lande i cervi, ora, vecchi si appoggiano stanchi, per camminare, ai bastoni. Ma perché noi infelici ti amiamo, o mondo, che ci sfuggi dalle mani? Tu fuggi inesorabilmente, rapidamente, cambiando con il tempo».

Questi versi, queste parole così tormentate, non sono forse l’essenza della vita in ogni epoca, compresa quella che con fatica stiamo vivendo?

Passiamo ora al divertissement “Allegro ma non troppo con Le leggi fondamentali della stupidità umana di Carlo M. Cipolla. Il Mulino, 1988.

Poco prima di dare alle stampe una ponderosa ‘Storia economica dell’Europa pre-industriale’ per la casa editrice “Il Mulino”, Carlo M. Cipolla si concesse un brioso e rilassante intermezzo, un’arguta storia dell’economia relativa al Medioevo. Causa propulsiva del suo sviluppo economico fu il commercio delle spezie, in particolare del pepe e del suo considerevole e apprezzabile potere afrodisiaco. Il pepe, quindi, determinò nel Medioevo, soprattutto nel XIV secolo, crescita economica e demografica (lo stesso effetto non si è verificato nel XX e XXI secolo con l’avvento, il commercio e l’utilizzo del viagra. Segno dei tempi!).

Recenti studi medievalistici (“Storia della Lombardia Medioevale” di Giancarlo Andenna, UTET, 1998, che riporta l’indagine di Aldo A. Settia) confermano l’aumento di popolazione nelle campagne e nelle città tra i secoli XIII e XIV. Il Settia è giunto a dimostrare che il fenomeno degli sdoppiamenti dei centri abitati, soprattutto rurali, in cui il nome del più recente o successivo viene indicato col diminutivo, si colloca in questo periodo di incremento della popolazione e da cui nascono le coppie toponimiche: Cavaglio-Cavaglietto, Quinzano-Quinzanello, Dormello-Dormelletto. Calando questo fatto storico nella nostra Paullo, salta immediatamente agli occhi lo sdoppiamento della cascina Cossago in Cossaghetto. Il pepe perciò ha funzionato, anche nella Paule di settecento anni fa.

Cipolla, diede alle stampe tramite ‘Il Mulino’, nel 1973, “Pepe, vino (e lana) come elementi determinanti dello sviluppo economico dell’età di mezzo” e tre anni dopo chiese di aggiungere al libretto un altro breve saggio dal titolo “Le leggi fondamentali della stupidità umana”. Stampati solo per gli amici, i due ironici saggi finalmente furono pubblicati dallo stesso editore nel 1988 con il nuovo titolo “Allegro ma non troppo” e fu subito un enorme successo che continua tuttora. In poco meno di 40 anni è stato ristampato più volte e in Italia ha raggiunto vendite ragguardevoli: più di 370mila copie, sfoggiando edizioni in catalano, ceco, coreano, francese, galiziano, giapponese, greco, inglese, portoghese, rumeno, spagnolo, tedesco, turco e ungherese. 

Ironia della sorte, “Allegro ma non troppo” è stato il più grande successo editoriale di Carlo M. Cipolla, un consenso di pubblico che i suoi lavori più autorevoli e qualificati non hanno mai ricevuto in modo così consistente. Forse perché, come enuncia lo stesso Cipolla, «la stupidità è una delle più potenti e oscure forze che impediscono la crescita del benessere e della felicità umana».

Una curiosità.

La M. di Carlo M. Cipolla non è l’iniziale di Maria, come molti suppongono e nemmeno di Mario o Marcello. Banalmente è solo una M solitaria, isolata. M. è l’iniziale che l’autore si inventò per riempire la casella middle name (secondo nome) compilando i moduli dell’università di Berkeley dove si era trasferito negli anni ‘50.

Un’altra curiosità.

Mi sono recato apposta in biblioteca (ovviamente alla comunale di Paullo) per prendere in prestito “Allegro ma non troppo” e quindi rileggerlo. Non si trova più, o meglio si conosce l’utente che se l’è preso e che non lo ha più restituito. Pare, è quasi una certezza, che non lo restituirà mai. Questo a conferma della Quarta Legge Fondamentale della stupidità umana (Cipolla ne enumera cinque di leggi fondamentali). La stupidità umana non ha limiti e questo utente li evidenzia tutti. Se un giorno, ricredendosi, restituirà il libro ciò non significherà che un barlume di intelligenza gli si è aperto nel cervello. Restituire un libro anni dopo è un’altra dimostrazione di stupidità.

Comunque sono aperte le scommesse: per me, non lo restituirà più (sono sicuro di vincere!).

Vito Fumagalli (1938 – 1997) è stato uno storico e politico italiano, considerato tra i maggiori studiosi italiani del Medioevo. Nel 1994 fu eletto alla Camera nelle file dei Cristiano Sociali. Fu professore presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna e fu anche direttore del Dipartimento di Paleografia e Medievistica della stessa università.

Carlo M. Cipolla (1922 – 2000) è stato uno storico e professore universitario. Dal 1949 ha insegnato storia economica alla Normale di Pisa e all’Università di Berkeley (California). Nel 1994 viene nominato Socio nazionale dei Lincei. È autore di studi di storia economica, sociale e della tecnologia.

Stefano Rosa