IL RICORSO PER IL BOSCO DI SAN PEDRINO

Dopo la riunione del 06.02.25 col Sindaco Gianolli, Legambiente e gli altri cittadini firmatari sembra abbiano infine deciso di ritirare il ricorso presentato nel gennaio 2022, in cui contestava al Comune l’abbattimento del bosco nato spontaneamente tra il quartiere di San Pedrino e la Paullese, nell’ambito urbanisticamente noto come Dd1. Quest’area, di circa otto ettari, nel 2021 divenne improvvisamente nota ai Paullesi perché l’amministrazione Lorenzini propose di destinarla a logistica mediante una variante al PGT. Su questa vicenda pubblicheremo in un prossimo futuro una cronistoria degli avvenimenti, a vantaggio dei cittadini che volessero saperne di più. Per ora ci limitiamo a qualche considerazione sulla lottizzazione recentemente approvata dalla Giunta Gianolli.
Il progetto di centro commerciale in Dd1 presentato del nuovo operatore, Glicine srl, contiene diversi aspetti migliorativi rispetto al progetto precedente. Anzitutto viene salvaguardata l’area verde vincolata dal Piano di Indirizzo Forestale di Città Metropolitana (Area PIF), area che il precedente operatore avrebbe invece occupato con posteggi dopo averla maldestramente abbattuta con tutto il resto del bosco. Inoltre, è apprezzabile che nel nuovo progetto la superficie commerciale sia stata ridotta (di circa 2000 mq) rispetto alla convenzione in essere e ciò a vantaggio delle aree verdi.
Il maggior problema rimasto è il prolungamento di via Mazzarello verso est, una nuova strada che rasenta il quartiere di San Pedrino e che sarà quindi di disturbo per i cittadini lì residenti. Al contrario, dovrebbe essere a tutti evidente che sarebbe stato meglio far passare questa strada esternamente, sul lato nord dell’area, a fianco della Paullese, magari prolungando la strada già esistente nel Dd2 che invece, ora, è chiusa da un “cappio” al confine con il Dd1 (vedi planimetria).
Si potrebbe obbiettare che lungo la paullese non c’è spazio per una strada complanare alla ex statale 415, a causa della presenza della fascia vincolata dal PGT per la futura metropolitana. Ma chi pensa ancora che la metropolitana arriverà a Paullo? Perché l’Amministrazione Lorenzini non ha pensato ti togliere questo vincolo anacronistico dagli strumenti urbanistici? Del resto a ovest del Dd2, all’uscita verso Conterico, è stata recentemente rimboscata un’ampia area in cui sarebbe dovuta passare la metropolitana. Perché in questo caso il vincolo non è stato mantenuto?
Con la complanare i cittadini di San Pedrino sarebbero stati in parte soddisfatti perché non avrebbero avuto una strada sotto casa; non solo, anche il centro commerciale si sarebbe affacciato direttamente sulla Paullese, cioè sul suo vero bacino di utenti. In terzo luogo si sarebbe evitato il taglio di altri tigli su via Mazzarello per far posto alle rotonde, ma, soprattutto, l’area verde dal PIF sarebbe stata prolungata lungo il lato nord del quartiere venendo a costituire un vero grande parco cittadino. Si può obiettare che il tempo è oramai scaduto, che bisognava dirlo prima. Però facciamo notare che Legambiente, dopo l’incontro nel febbraio 2023 con l’allora sindaco Lorenzini, aveva proposto una bozza di lavoro proprio per discutere con Amministrazione e operatore economico di queste cose. Ci sarebbero stati due anni in più per discutere e chiedere ai vari organi di controllo, quali Parco Agricolo e Città Metropolitana, le modifiche e gli aggiustamenti necessari.
Non sappiamo quale contributo abbia dato al progetto la nuova amministrazione Gianolli, ma speriamo che dimostri in futuro nei confronti delle istanze sollevate da cittadini e associazioni una maggiore attenzione che non la precedente amministrazione Lorenzini. Dopo varie vicissitudini siamo infatti arrivati per il comparto Dd1 a una soluzione urbanistica deludente sia per i cittadini, sia, a nostro parere, per l’operatore economico.