GLI SCOLMATORI

GLI SCOLMATORI

La moglie di Gene Hackman, Betsy Arakawa, è morta recentemente a causa della sindrome polmonare da Hantavirus, un’infezione virale trasmessa dai topi. I topi sono animali pericolosi ed è per questo che i cittadini di San Pedrino stanno raccogliendo firme per sollecitare il Comune a posizionare esche topicide in tutte le vie del quartiere, via C. Marino compresa.

Tutti questi topi vivono abitualmente nelle fogne. In inverno è da lì che escono per invadere le abitazioni in cerca di cibo. Se la rete fognaria di Paullo avesse il giusto drenaggio forse conterrebbe meno residui alimentari e di conseguenza l’endemica popolazione di ratti sarebbe meno numerosa.

Non sappiamo in quale misura quanto appena affermato sia corretto, è però un fatto che la rete fognaria a Paullo abbia qualche problema, come quello delle esondazioni durante i forti temporali estivi, con garage e scantinati invasi dall’acqua. E’ in questo contesto che intervengono gli scolmatori e a Paullo ce ne sono tanti. Ad esempio, la rete fognaria di San Pedrino ne ha tre che scaricano nella roggia Codogna. Anni fa sono state abbassate da 17 a 13 centimetri le soglie di troppo pieno dei tre scolmatori, in modo da favorire l’eliminazione del surplus d’acqua durante i forti temporali, ma i garage hanno continuato lo stesso a essere inondati, mentre, di rimando, il fondale della Codogna, a valle del quartiere, in via Sacco e Vanzetti, si è riempito di fango e melma.

Un altro scolmatore a cielo aperto scarica in Muzza ed è stato ultimamente all’origine dei due preoccupanti sversamenti di fine dicembre e di inizio marzo. In base a quanto scritto dall’assessore Badinjki questi sversamenti non sono stati causati dalle forti piogge, la sola eventualità in cui la normativa consente a uno scolmatore fognario di scaricare nella rete idrica senza autorizzazioni, ma dalla presenza di acque parassite, cioè un surplus d’acqua non di origine meteorica ma, ad esempio, di falda o antropica (allacci abusivi).

A noi è noto un quinto scolmatore, anche lui a cielo aperto, che scarica nella roggia Muzzetta, vicino all’area cani di via Sacco e Vanzetti. Questo ci permette quindi di affermare che nessuno dei canali maggiori che attraversano Paullo, Codogna, Muzza e Muzzetta, è risparmiato dagli scolmatori della nostra rete fognaria. L’acqua di fogna di Paullo non è tutta “collettata” al depuratore, ma esiste la possibilità che si riversi nei canali e quindi nell’ambiente. Esiste dunque un problema ambientale, ma su questo punto si può fare qualche altra riflessione, tenendo presente che in passato le malattie trasmesse dalle acque reflue sono state un problema serio e che solo con la costruzione dei moderni sistemi fognari, gestiti da una burocrazia invisibile, ma essenziale, le nostre città sono diventate un luogo salubre.

A Paullo, forse si dovrebbe dedicare qualche attenzione alla rete fognaria. Chiudere il vecchio depuratore ed esternalizzare la depurazione verso l’impianto di Settala forse non è stato sufficiente; anche la rete, che è ancora in gran parte mista (le acque bianche non sono distinte da quelle nere), andrebbe revisionata e magari piano piano riprogettata.

E’ facile dimenticarsi del sistema fognario quando funziona bene, ma dobbiamo ricordarci sempre che esiste, con il relativo apparato burocratico che lo fa funzionare, e, soprattutto, che è vitale per tutti noi, più vitale dei nuovi centri culturali integrati.

Roberto Bellavita

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