Categoria: Ambiente
Sul Cittadino di oggi ARPA comunica di avere fatto verifiche speditive in Muzzetta il giorno 18 giugno, in alternativa a quelle sollecitate il giorno stesso anche da noi di Legambiente/WWF, grazie a un prelievo d’urgenza fatto dai vigili di Paullo. Google dice che le verifiche speditive sono un tipo di analisi dotata di grande rapidità di risposta e facilità di impiego, spesso condotta sul campo. Le analisi di ARPA sono state però ancora una volta negative.
Sul Cittadino del 4 luglio 2024 leggiamo che il campione di acque della Muzzetta prelevato dai vigili di Paullo il 18 giugno non è processabile. L’articolo dice che ARPA non lo analizzerà perché non è stato utilizzato un contenitore sterile e il prelievo è stato fatto in un solo punto del canale.
Questo fico, nato cent’anni fa in una cittadina della Grecia meridionale, è stato libero di crescere e di trovare il suo spazio vitale nella pubblica via. Quando esagerò con radici e rami troppo invadenti i greci lo hanno certamente contenuto, ma è altrettanto certo che lui si è saputo adattare. Le piante sono così, mentre invecchiano si adattano, e in tal modo diventano sempre più belle, più belle di noi uomini.
Un intenso odore di anice satura l’aria di San Pedrino. È il profumo del fieno maturo che proviene dal pratone davanti all’edicola. Finirà quando il fieno verrà trasportato in cascina e, forse, questa sarà l’ultima estate in cui potremo dire di averlo sentito.
Abbiamo raccolto gli articoli del Cittadino che dall’inizio dell’anno hanno seguito la moria di pesci in Muzzetta. Si va dalle prime dichiarazioni, in cui l’ARPA interviene, ma inspiegabilmente non fa prelievi, all’analisi di quattro pesci da parte dell’Istituto Zooprofilattico di Brescia, analisi che ha fatto seguito alla richiesta da parte dei cittadini di rimuovere i resti degli animali morti, per finire con l’ammissione che le cause della moria restano ignote.
Stamattina, 18 giugno, è avvenuta una nuova moria di pesci in Muzzetta: piccoli e grandi barbi, alcuni ancora vivi, ma a pancia all’aria, scendevano nella corrente. Con un secchio e una corda è stata prelevata l’acqua dal ponte del CONAD ed è stata riempita una bottiglia con chiusura ermetica. Il tutto alla presenza di un agente e del Comandante dei Vigili di Paullo, che ha preso in consegna il campione. Non si poteva fare di più. Restiamo in attesa delle analisi ARPA.
Ci sono voluti quattro minuti per abbatterla, era una pianta forte, ancora sana. Con la sorella, il tiglio 432, a 10 metri di distanza, avrebbe potuto essere ancora viva, lì, nello stesso luogo in cui migliaia di Paullesi l’hanno vista e ammirata negli ultimi cento anni.
Fate uno sforzo e provate a immaginare come sarebbe stata la piazza se questi due grandi tigli, come gli altri nel giardino della biblioteca, fossero stati risparmiati. La piazza sarebbe stata molto diversa, molto più bella.
Da qualche tempo un grande gelso (morus nigra), sulla riva destra della Muzzetta, lungo il percorso naturalistico noto come “va e ve”, a causa di un cedimento della riva del canale, sta lentamente piegandosi sull’acqua. Quando quest’estate il battente idrico, ora molto basso, si alzerà, si avranno dei problemi, sia per la pianta, che verrà persa definitivamente, ma anche per il canale, che sarà ostruito dalla massa vegetale.
Ieri, sulla strada di Vailate, improvvisamente, mi sono trovato immerso in un paesaggio che non vedevo più da decenni: campi coltivati a foraggio e lunghissimi filari di pioppi, alti, dritti, verdi.
Stamattina giornata splendida, con cielo nitido e sole. Sui tigli di via Mazzarello stanno sbucando le foglie, ma non per tutti. Per alcuni, come quello che si vede nella foto, sul curvone della via dopo il semaforo, le foglie non sono ancora nate.
Sono passati oramai più di due anni e mezzo da quel sabato mattina del 26 febbraio 2022 in cui manifestavamo in via Mazzini chiedendo al Sindaco, che probabilmente era lì in municipio, di venire ad ascoltarci almeno una volta, di salvare quelle piante del filare che le perizie non consideravano a rischio di cedimento immediato, che potevano quindi essere risparmiate e inserite in modo opportuno nella ristrutturazione di via Mazzini.