Il Cittadino di mercoledì 29 riportava di un incontro tra Marco Griguolo, consigliere di Città Metropolitana delegato alla mobilità, e gli assessori dei comuni interessati dalla Linea 7 del biciplan Cambio, la ciclabile che collegherà Paullo con Milano. Nell’articolo non si approfondivano i contenuti di questo incontro, mentre sarebbe opportuno che se ne sapesse qualcosa di più. Anche perché, purtroppo, sul progetto della ciclabile la popolazione è stata poco informata. L’idea di andare a Milano in bicicletta e in sicurezza è indubbiamente un messaggio molto forte, che sembrerebbe senz’altro positivo da un punto di vista ecologico, ma noi riteniamo che sia però importante analizzarne meglio l’impatto ambientale.
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Un articolo de “Il Cittadino” dell’11 gennaio 2025 informa che a Tribiano la minoranza (in buona parte targata Pd) in consiglio comunale protesta con il sindaco di centrodestra per il taglio di trenta alberi.
E fanno bene a protestare!
Ma la minoranza di Tribiano lo sa che quello del taglio indiscriminato di alberi pare che rappresenti la caratteristica di molte della amministrazioni comunali del sud milanese? Melegnano, Peschiera, Mediglia, Paullo, Tribiano e diverse altre municipalità, siano esse amministrate da giunte di destra o di “sinistra” (queste meglio definibili spesso come sinistrate), si distinguono per il loro sorprendente attivismo nel taglio di alberi (che siano sani o ammalati poco importa).
Sul Cittadino di ieri 11 gennaio, a pagina 30, si parla del taglio di una trentina di alberature a Tribiano, per fare spazio alla ciclabile. Alle proteste di popolazione e consiglieri di opposizione la Giunta risponde che l’intervento era necessario, che a decidere sono organismi sovracomunali e che, comunque, verranno fatte delle piantumazioni compensative. E’ la solita storia, la popolazione percepisce il taglio dei grandi alberi come una inaspettata, non prevista alterazione del territorio che è abituata a vedere e che vorrebbe fosse conservato così com’è. Non si tratta solo di un problema di salvaguardia ambientale, che peraltro è il principale scopo della stessa ciclabile, ma del fatto di vedere luoghi familiari radicalmente cambiati, senza più la presenza viva dei grandi alberi, del loro profilo noto, rassicurante e bello.